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Cominciare a lavorare con prestazione occasionale

Hai un dubbio sul come fare a iniziare ad avviare una tua attività e hai sentito dire che potresti iniziare a lavorare con prestazione occasionale. Vorresti perciò chiarirti le idee in merito.

Coltivi da diverso tempo una passione oppure sai di avere una competenza specifica e non sai da dove iniziare. Però vuoi sondare all’inizio il terreno per capire se l’idea funziona.
Hai sentito dire che potresti lavorare con la prestazione occasionale. Si da il caso che le tue amiche hanno cominciato ad acquistare le tue creazioni e ti hanno detto che sei originale. Ti dicono che le cose che hai tu sono veramente uniche.
Vorresti fare il grande salto e promuoverti online.
Ma mia cara le cose oggi sono leggermente differenti rispetto a quello che succedeva sino a pochi anni fa in cui non c’erano regole ben definite.

Oggi se vuoi cominciare a promuoverti online utilizzando un marketplace come Etsy o Big Cartel o anche Vestiaire devi fare le cose in piena regola. Le cose relative al lavorare con prestazione occasionale sono più chiare.

In poche parole se intendi promuovere continuativamente le tue creazioni su un marketplace (intendo tutti i marketplace) ed esponi i prezzi di vendita a ragione del Decreto Crescita del 2019 (Art. 13 comma 1 DL 34/2019) gli stessi marketplace hanno l’obbligo di trasmettere i flussi di vendita dei propri iscritti all’Agenzia delle Entrate.
Ossia sei già automaticamente un’imprenditrice, una commerciante o un’artigiana.

I dati forniti dai marketplace saranno usati dall’Agenzia delle Entrate per monitorare il volume delle vendite online, permettendo la segnalazione di diverse posizioni irregolari presenti sulle stesse piattaforme da molti anni. Pertanto lavorare con prestazione occasionale è diventato direi quasi impossibile.

Per artigiani e commercianti infatti non è previsto il regime di vendita occasionale.

Hai invece una competenza specifica e sei particolarmente brava a fare un qualcosa? Magari nel beauty o nel benessere o nella moda. Anche qui occorre chiarire delle cose sin da subito.
Ti hanno detto che potresti cominciare a lanciarti facendo delle prestazioni occasionali. Vediamo come stanno le cose in concreto.

La normativa del lavoro autonomo occasionale oggi disciplinata dall’articolo 2222 del codice civile riguarda quei soggetti che svolgono esclusivamente attività professionali di carattere intellettuale.
Ossia di soggetti che non hanno obbligo di iscrizione ad albi o elenchi professionali che svolgono occasionalmente ed in maniera episodica l’attività e senza un organizzazione.

Perciò bada bene i requisiti essenziali sono che l’attività sia episodica e che non vi sia organizzazione alle spalle.

Pertanto se le tue consulenze le vuoi fare online attraverso un sito è come se tu aprissi il tuo negozio tutti i giorni 24h/24h a disposizione di tutti con una vera e propria vetrina. Il requisito della periodicità verrebbe perciò a cadere.

Un elemento molto dibattuto da molti è il superamento della soglia dei € 5.000 di prestazione occasionale. Ossia il dubbio è che in questo caso se ciò avvenisse è che si debba necessariamente operare con partita IVA.

Questo limite ha valenza soltanto previdenziale, e non anche fiscale. Infatti superata la soglia delle € 5.000 lorde di prestazione occasionali non c’è obbligo ad iscrizione a partita Iva ma solo a gestione separata INPS. Si tratta della gestione previdenziale alla quale sono obbligati all’iscrizione i professionisti privi di una propria cassa di previdenza.

Si può parlare di lavoro autonomo occasionale, ad esempio, se si fatturano 7 mila euro per una sola prestazione saltuaria nei confronti di un solo committente.
Al contrario se si ha un rapporto continuativo con un committente, anche se per pochi giorni e con una retribuzione scarsa, ad esempio 300 euro ogni mese per una prestazione di 4 giorni mensili, il requisito dell’occasionalità viene a cadere.

Ovviamente in ogni caso se sei nei termini di legge dovrai compilare debita quietanza di pagamento con eventuale ritenuta d’acconto se il committente è “un sostituto d’imposta”
Perciò sarà necessario fare una bella visita dal tuo commercialista.

Quello che puoi fare per verificare a monte se la tua idea è valida o meno è fare un lavoro preliminare in cui andare a strutturare un tuo modello di business ossia come strutturare nella pratica la tua attività. E stilare un buon business plan ossia un piano di costi ed entrate e relativo piano marketing. Lavorando poi su quegli elementi essenziali che fanno il tuo brand e la tua comunicazione ed elaborando una vera e propria strategia.

Tutto questo ti permette di paventare possibili insuccessi e partire col lavorare focalizzata sulle attività essenziali che portano un business verso il sicuro successo.

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